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	<title>Partito Democratico Sesto Fiorentino</title>
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	<description>Piazza Ginori 11</description>
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		<title>PD Sesto Fiorentino – Rendiconto economico 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rendiconti]]></category>
		<category><![CDATA[Statuto, atti, rendiconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvato dall&#8217;Assemblea all&#8217;unanimità il Rendiconto Economico 2011. Il file è scaricabile da qui in formato PDF.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approvato dall&#8217;Assemblea all&#8217;unanimità il Rendiconto Economico 2011.</p>
<p>Il file è scaricabile da <a title="Rendiconto economico 2010" href="http://www.pdsesto.it/home/wp-content/uploads/2012/05/Relazione-sulla-gestione-2011.pdf" target="_blank">qui</a> in formato PDF.</p>
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		<title>Prospettive del sistema del welfare toscano alla luce della proposta di Piano Socio-Sanitario Integrato Regionale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Direzione]]></category>
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		<description><![CDATA[La direzione, riunitasi in data 18 Aprile e 4 Maggio per discutere del tema, ha approvato a maggioranza il seguente documento (qui il pdf): PREMESSO -         che il Welfare è stato penalizzato dal progressivo taglio delle risorse nazionali negli ultimi tre anni dal governo di centro-destra (il fondo nazionale per la non-autosufficienza è stato azzerato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La direzione, riunitasi in data 18 Aprile e 4 Maggio per discutere del tema, ha approvato a maggioranza il seguente documento (<a href="http://www.pdsesto.it/home/wp-content/uploads/2012/05/PD-welfare-corretto1.pdf">qui </a>il pdf):</p>
<p align="center"><em>PREMESSO</em></p>
<p>-         che il Welfare è stato penalizzato dal progressivo taglio delle risorse nazionali negli ultimi tre anni dal governo di centro-destra (il fondo nazionale per la non-autosufficienza è stato azzerato e in generale tutti i fondi di carattere sociale sono stati tagliati: il fondo politiche per la famiglia, per le politiche giovanili, per il piano nidi, per l’affitto, per il servizio civile, per l’infanzia e l’adolescenza, per l’inclusione sociale degli immigrati, per le pari opportunità), e da politiche di risposta alla crisi che hanno considerato i diritti sociali un elemento di freno anziché il perno su cui ridisegnare la crescita, e che rischiano di costituire le premesse per lo smantellamento dello Stato Sociale così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi non solo in Italia ma in tutta l’Europa.</p>
<p>-         che i tagli a cascata che interessano Regione ed Enti locali rischiano di determinare tagli ai diritti sociali fondamentali dei cittadini</p>
<p>-         che molti provvedimenti negli ultimi anni, uniti ai tagli, hanno consistentemente limitato il potere delle autonomie locali e la loro capacità e responsabilità nel rispondere ai bisogni dei cittadini, attraverso un accentramento delle funzioni presso i livelli centrali del governo; tale tendenza risulta tanto più odiosa se comparata con le molte dichiarazioni in favore del federalismo e con il contributo fondamentale apportato proprio dagli enti locali al risanamento del bilancio dello Stato;</p>
<p>-         che nel nostro Paese esiste ormai una vera emergenza sociale: le disuguaglianze sono cresciute, il valore dei salari è diminuito, dilaga l’impoverimento e la precarietà di strati sociali sempre più ampi con un arretramento generale dei diritti. Alimentare le disuguaglianze e annullare le conquiste sociali fa arretrare la civiltà intera di un Paese già impoverito culturalmente e determina un freno per lo sviluppo economico;</p>
<p>-         che il tema del sistema socio-sanitario e di una sua profonda riforma, necessaria a mantenere saldi i suoi principi portanti in un contesto socio-economico profondamente mutato, è da considerarsi prioritario nelle scelte di governo delle nostre comunità;</p>
<p>-         che l’impegno nei servizi sociali è sempre stato un tratto distintivo del governo di Sesto Fiorentino, come dimostrano i dati delle risorse stanziate nonostante i tagli (nel bilancio 2012, 167 euro pro capite a fronte di una media 95,37 euro della zona nord-ovest.), ma anche l’impegno nel rispondere ai bisogni mettendo in campo progetti innovativi, collaborando con il volontariato e il terzo settore;</p>
<p>-         che è alle battute finali il percorso che porterà la Regione Toscana ad adottare il Piano Integrato socio-sanitario 2012-2015, dal quale dovranno venire gli indirizzi che guideranno il sistema sanitario e sociale regionale nei prossimi 5 anni sia dal punto di vista organizzativo che nell’individuazione dei livelli e delle modalità assistenziali . In particolare sono attese indicazioni definitive sull’integrazione istituzionale quale strumento per assicurare gli interventi socio-sanitari integrati;</p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p align="center"><strong>La direzione del Partito Democratico di Sesto Fiorentino</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>-         ritiene centrale e prioritaria la sfida per la tutela e il rilancio di un sistema del Welfare universale, inclusivo, promozionale. Il piano socio sanitario dovrà fornire un chiaro quadro in cui tutti gli attori del sistema &#8211; il volontariato, il terzo settore, le istituzioni e il lavoro pubblico – siano chiamati a “riformare” questo modello mantenendo inalterati i valori di giustizia, equità, solidarietà, valorizzazione del volontariato e dell&#8217;essere comunità, mettendosi in discussione per ridefinire i loro ruoli e le loro relazioni.</p>
<p>-         ritiene che al centro del nuovo Welfare vi sia la persona come soggetto di diritti e di doveri, ossia come cittadino inserito in una rete di relazioni sociali e di responsabilità individuali e collettive. È per questo che il nuovo Welfare, partendo dal ruolo fondamentale che spetta alle politiche pubbliche nel definire i livelli essenziali delle prestazioni, nel governare la locazione delle risorse e nel disegnare le regole per garantire omogenei livelli di intervento in modo da includere nel sistema tutti i cittadini, deve definire gli ambiti di gestione diretta del lavoro pubblico, valorizzare le energie presenti nella società civile, dalle relazioni di comunità alle capacità di iniziativa dei soggetti del terzo settore, dal volontariato all’impresa sociale, dal ruolo fondamentale della famiglia come luogo di relazioni affettive, formative, solidali, al più ampio contesto di relazioni sociali in cui le persone interagiscono.</p>
<p>-         apprezza che gli assi portanti del PSSIR 2012-2015 siano costituiti da <strong>integrazione socio-sanitaria</strong> e centralità della persona e non della malattia o dei servizi, ma ritiene altresì che il Piano non individui con la necessaria decisione gli strumenti per perseguirle, strumenti che non possono che imperniarsi sul territorio.</p>
<p>-         ritiene necessario sottolineare e rafforzare l’impegno, presente nel Piano, nei confronti delle cronicità e della prevenzione, come elemento sia di miglioramento della salute della popolazione che di razionalizzazione della spesa socio-sanitaria;</p>
<p>-         ritiene necessario che anche nel territorio si avvii una riorganizzazione analoga a quella che vede coinvolti gli ospedali attorno ai processi assistenziali, senza la definizione dei quali non sarà possibile affrontare una inevitabile necessaria riorganizzazione della rete dei presidi territoriali;</p>
<p>-         ritiene che la scelta, fatta nel Piano 2002-2004 dall’allora assessore alla Sanità Enrico Rossi, delle Società della Salute quali forma organizzativa delle politiche socio-sanitarie, espressione di un processo di riforma che appare oggi quanto mai attuale viste le difficoltà e la situazione socio –economica dei nostri territori, debba essere definitivamente compiuta nel piano in discussione, completando l’acquisizione delle competenze stabilite dalla legge regionale e terminando una fase di incertezza durata troppo tempo e che non ha reso possibile il pieno dispiegarsi degli obiettivi per cui erano nate;</p>
<p>-         ritiene che le Società della Salute debbano, anche attraverso le misure messe in atto dal PSSIR, poter svolgere pienamente le due loro fondamentali missioni:</p>
<p>a)      <strong>occuparsi di Salute </strong>e di <strong>equità nella Salute</strong>, attraverso la predisposizione dei Piani Integrati di Salute, che per essere tali devono essere veramente multisettoriali e coinvolgere molteplici aspetti della pianificazione territoriale (oltre quelli sanitari e socio-assistenziali): viabilità, traffico, ambiente, assetto urbanistico, economia, commercio (compreso quello degli alimenti), scuola, cultura, sport…Attuare cioè il precetto “La Salute in tutte le Politiche”.</p>
<p>b)      Presidiare<strong> l’integrazione socio-sanitaria </strong>che rappresenta la ragione essenziale per cui le SdS sono state costituite, garantendo un’effettiva presa in carico “integrata” dei casi complessi, anche e soprattutto in condizioni di urgenza (es: gestione delle gravi marginalità sociali, dimissioni ospedaliere “difficili”).</p>
<p>-         Ritiene indispensabile che la gestione socio-sanitaria sia garantita dal ruolo di primo piano dei comuni, secondo politiche fattive di coordinamento e di scelte strategiche, per garantire diritti uniformi e gestione efficiente, raggiungendo l&#8217;obiettivo originario di uno spostamento della gestione economica-organizzativa dalle Aziende alle SdS che dovranno rivestire a pieno quel ruolo di ente che gestisce, col contributo del territorio e degli Enti Locali, il tema della gestione integrata socio-sanitaria, anche attraverso un’assegnazione diretta a queste ultime delle risorse regionali;</p>
<p>-        ritiene che la separazione nel governo e nella gestione del settore socio-sanitario, ancora per molti versi presente, sia antistorica e inefficace anche dal punto di vista della spesa, in quanto  seri investimenti di prevenzione nel settore sociale portano a maggiori risparmi nel settore sanitario, oltre che ovviamente miglior benessere degli utenti;</p>
<p>-        ritiene che il tema della compartecipazione alla spesa debba essere analizzato e discusso chiaramente a livello regionale, essendo non più pensabili interventi gratuiti a prescindere dalla situazione economica dell&#8217;intero nucleo familiare;</p>
<p>-        esprime forte preoccupazione per il processo di accentramento delle funzioni e delle decisioni da parte del Governo regionale che, oltre a ridurre gli spazi di autonomia degli enti locali, rischia di fornire risposte non adeguate ai bisogni dei cittadini a cui si rivolge e a territori con condizioni socio-economiche anche molto diverse fra di loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ManiFesta 2012, alla Libreria Rinascita il 23 aprile</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
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		<description><![CDATA[Le TRE feste degli italiani: la Liberazione, il Primo Maggio e la festa della Repubblica. UN giovane artista. TRE manifesti per raccontarle. &#160; &#160; Il Partito Democratico di Sesto Fiorentino lancia la seconda edizione di “ManiFesta”, l&#8217;iniziativa che ogni anno tenta di dare una nuova immagine alle feste dalla Liberazione, Primo Maggio e della Repubblica: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le TRE feste degli italiani: la Liberazione, il Primo Maggio e la festa della Repubblica.</strong></p>
<p><em><strong>UN giovane artista. TRE manifesti per raccontarle.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Fe2YsMgn4bM?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Partito Democratico di Sesto Fiorentino lancia la seconda edizione di “ManiFesta”, l&#8217;iniziativa che ogni anno tenta di dare una nuova immagine alle feste dalla Liberazione, Primo Maggio e della Repubblica: tre manifestini pensati e realizzati da un giovane creativo.</p>
<p>ManiFesta è stata inaugurata nel 2011, anno in cui si festeggiava il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ogni anno un giovane creativo si cimenta nel dare una nuova “veste “al 25 aprile, al 1 maggio e al 2 giugno, le date che rappresentano i valori fondanti della Repubblica italiana, realizzando tre manifesti che abbiano la forza di rilanciare i valori delle tre feste tramite una vitalità che colpisca l&#8217;immaginario e i linguaggi contemporanei.</p>
<p>“Oggi più che mai dobbiamo tenere alta l&#8217;attenzione su questioni come lavoro e democrazia, ne va del futuro del Paese. Siamo in un passaggio delicato e decisivo, l&#8217;idea di tenere i piedi ben saldi su temi come libertà, lavoro e democrazia è essenziale. E noi proviamo a farlo coinvolgendo l&#8217;ingegno delle nuove generazioni, sperimentando nuovi linguaggi e nuove forme” , commenta Camilla Sanquerin, segretario del Pd sestese.</p>
<p>I manifesti di quest&#8217;anno sono stati ideati da Riccardo Mucelli un graphic design e motion design freelance, che vive e lavora tra Torino, Roma e Firenze, collaborando con affermate aziende del del settore. Le tre immagini accostate insieme formano idealmente la bandiera dell&#8217;Italia. La grafica è essenziale. Tinta monocromo con tre icone per manifesto (ricordano le icone delle applicazioni che troviamo sugli i-phone) che narrano in tre atti le tre feste. Nel manifesto del 25 aprile un uomo da fermo si mette a correre tagliando un traguardo. Per il 1° maggio un lavoratore con il mazzuolo in mano passa dal lavoro a colpire una gioco da festa di paese. Per il 2 giugno un germoglio che si trasforma in pianta.</p>
<p>“Siamo arrivati alla seconda edizione di ManiFesta. Anche quest&#8217;anno il risultato è sorprendente: l&#8217;idea di Riccardo Mucelli di utilizzare la forma delle icone che troviamo sugli i-phone per narrare le tre Feste è potente e innovativa. Ne emerge una estetica coraggiosa e di grande slancio. L&#8217;idea di una rappresentazione rassicurante e stereotipata è stata scartata”, spiega Lorenzo Zambini, responsabile comunicazione del Pd metropolitano di Firenze.</p>
<p><strong>I tre manifesti verranno presentati lunedì 23 aprile alle ore 18, alla libreria Rinascita di Sesto Fiorentino con Riccardo Mucelli, graphic design &amp; motion design e autore dei manifesti, Daniele Papi, presidente di Sesto.tv, Camilla Sanquerin, segretario Pd di Sesto Fiorentino e Lorenzo Zambini, responsabile comunicazione Pd Metropolitano di Firenze.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Vai alla pagina di ManiFesta 2012 su Facebook" href="https://www.facebook.com/pages/ManiFesta-2012-PD-Sesto-Fiorentino/194247033944410" target="_blank"><img class="alignleft colorbox-504" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/523717_358439880858457_194247033944410_951261_758275704_n.jpg" alt="" width="614" height="309" /></a></p>
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		<title>La festa non è in vendita &#8211; Servono concertazione e rispetto dei diritti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[“La domenica non ha prezzo: il tempo libero è prezioso per tutti, anche per i lavoratori del commercio”. Questo è lo slogan della giornata europea delle domeniche libere dal lavoro ed è lo spirito con cui le unioni comunali PD di Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino partecipano alla fiaccolata organizzata dalla FILCAMS CGIL, venerdì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p dir="ltr">“La domenica non ha prezzo: il tempo libero è prezioso per tutti, anche per i lavoratori del commercio”.</p>
<p dir="ltr">Questo è lo slogan della giornata europea delle domeniche libere dal lavoro ed è lo spirito con cui le unioni comunali PD di Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino partecipano alla fiaccolata organizzata dalla FILCAMS CGIL, venerdì 13 aprile, con partenza alle 20.30 dalla Asl di Sesto Fiorentino (Scatola Nera), alla quale aderiscono anche alcune associazioni di categoria.</p>
<p dir="ltr">La totale deregolamentazione degli orari e delle aperture del commercio &#8211; prevista dall’art. 31 del decreto legge Salva Italia – ci pare che non costituisca automaticamente una spinta alla crescita mentre comporta, in assenza di concertazione, un appesantimento delle condizioni di lavoro dei tanti dipendenti di questo settore, in larga parte donne, con conseguenti difficoltà anche nell&#8217;organizzazione dei tempi di vita.</p>
<p dir="ltr">Ci pare opportuno che la competenza in materia di orari di commercio torni in capo a regione e comuni, sviluppando in ogni territorio i necessari approfondimenti nei tavoli titolati.</p>
<p dir="ltr">Aderire alla fiaccolata vuol dire chiedere tutto questo e anche il rispetto del significato e del valore sociale non solo delle domeniche, ma anche di tutte le altre festività civili e religiose.</p>
</div>
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		<title>In corso d&#8217;opera &#8211; Diritti, sviluppo, democrazia. Documento finale</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Assemblea comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza Programmatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito il documento finale approvato dalla Conferenza (tutti favorevoli e un astenuto). L’Assemblea comunale del Partito Democratico di Sesto Fiorentino Esprime soddisfazione per la discussione partecipata, appassionata e approfondita messa in campo nei due giorni della conferenza comunale di metà mandato, che ha visto il coinvolgimento di molti iscritti del Partito Democratico, rappresentativi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di seguito il documento finale approvato dalla Conferenza (tutti favorevoli e un astenuto).</em></p>
<div>
<p dir="ltr">L’Assemblea comunale del Partito Democratico di Sesto Fiorentino</p>
<p dir="ltr">Esprime soddisfazione per la discussione partecipata, appassionata e approfondita messa in campo nei due giorni della conferenza comunale di metà mandato, che ha visto il coinvolgimento di molti iscritti del Partito Democratico, rappresentativi della città, del suo territorio, del suo tessuto associativo;</p>
<p dir="ltr">Assume i documenti preparatori alla discussione dei tre gruppi di lavoro Diritti, Sviluppo e Democrazia, integrati dal contributo del dibattito dei gruppi e della conferenza plenaria, dando mandato al segretario e alla direzione comunale di costruire, a partire da questi, un percorso partecipativo e di confronto con la città nella Festa Democratica, nei circoli, nei forum e in tutti quei luoghi dove la città vive e si incontra, nonché a riportare alle conferenze metropolitana e regionale i temi di rispettivo interesse emersi dalla nostra discussione;</p>
<p dir="ltr">Ribadisce il pieno e convinto sostegno all’amministrazione comunale per le scelte di governo fatte finora, che ben si ritrovano nelle scelte del bilancio preventivo 2012 recentemente approvato dal consiglio comunale, e in questa seconda parte del mandato amministrativo, in cui più che mai sarà necessario il contributo del gruppo consiliare e del Partito Democratico tutto, per portare a termine il programma pur nelle difficoltà dei bilanci e della società tutta e per costruire le condizioni e le idee per candidarci con autorevolezza ancora una volta nel 2014 al governo della città.</p>
</div>
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		<item>
		<title>In corso d&#8217;opera &#8211; Diritti, sviluppo, democrazia. Relazione del Segretario</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 07:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza Programmatica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanquerin]]></category>

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		<description><![CDATA[Care democratiche, cari democratici, 1013 giorni fa iniziava il mandato amministrativo 2009-2014. L’approvazione del bilancio preventivo 2012, avvenuta mercoledì scorso, rappresenta un giro di boa importante per il nostro impegno di governo e un punto di partenza solido per la discussione che andremo a fare in questi due giorni. Non solo e non tanto perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care democratiche, cari democratici,</p>
<div>
<p dir="ltr">1013 giorni fa iniziava il mandato amministrativo 2009-2014.</p>
<p dir="ltr">L’approvazione del bilancio preventivo 2012, avvenuta mercoledì scorso, rappresenta un giro di boa importante per il nostro impegno di governo e un punto di partenza solido per la discussione che andremo a fare in questi due giorni. Non solo e non tanto perché siamo riusciti a far tornare i conti nonostante tagli, patti di stabilità, ecc., e addirittura neppure perché nel bilancio sono contenute le nostre convinzioni e priorità, tramite le risposte che diamo ai cittadini, le risorse e le idee che mettiamo in campo per la città: ma perché ogni anno -e quest’anno più che mai- il nostro bilancio parte dall’interrogarsi in merito ai bisogni e alle potenzialità della comunità che amministriamo, senza limitarsi a perpetrare modelli consolidati, seppur vincenti, ma mettendo in discussione le forme e mantenendo saldi i pilastri. Diritti, sviluppo e democrazia!</p>
<p dir="ltr">Non è una differenza di poco conto: è l’essenza stessa del nostro riformismo, è “capire ciò che agita nel profondo la nostra società, la rende inquieta, indocile, irrazionale, apparentemente indominabile”, come diceva Aldo Moro – del cui rapimento ricorre oggi il 34° anniversario- nella citazione che apriva il documento con cui mi sono candidata al congresso, e mettere in campo gli strumenti per guidarla.</p>
<p dir="ltr">Essere capaci, quindi, di rimettersi in discussione, di mettersi al servizio della società e dei suoi cambiamenti: conciliare l’aumento dei costi dei servizi con le difficoltà delle famiglie, collaborare con il mondo associativo per continuare a garantire servizi facendo i conti con la crisi del volontariato, far vivere una biblioteca da 500 accessi al giorno nell’epoca della rete, discutere un nuovo regolamento urbanistico salvaguardando l’ambiente e lo spazio pubblico e cercando di far ripartire l’iniziativa privata.</p>
<p dir="ltr">Portare in fondo il programma con cui abbiamo ricevuto, ancora una volta dopo 110 anni, la fiducia dei nostri cittadini, nel mezzo di una crisi economica devastante, che significa minori risorse disponibili ma anche una società più fragile, accompagnata, per quanto riguarda la nostra dimensione, da una tendenza costante negli ultimi anni da parte dei governi nazionali e con qualche tentazione anche nel nostro governo regionale, a considerare gli enti locali parte del problema anziché spinta per la soluzione.</p>
<p dir="ltr">Non è la stessa cosa amministrare con Pantalone che ripiana i debiti o governare con il giogo del patto di stabilità, passato dai 600mila € del 2009 ai 2,7 milioni del 2012. Non è la stessa cosa governare al tempo dei grandi partiti di massa o nell’epoca del Partito Democratico…figuriamoci in quella di Beppe Grillo o del 41% di indecisi!</p>
<p dir="ltr">Non è la stessa cosa governare negli anni Ottanta o governare nel 2012.</p>
<p dir="ltr">Resta però la stessa la convinzione che il nostro territorio, i nostri cittadini, abbiano bisogno di servizi, di scuola, cultura, ambiente, di città vivibili e di amministratori limpidi: come facciamo a far restare tutto questo tratto distintivo di Sesto Fiorentino? E come possiamo portare il nostro contributo nel governo di Firenze, della Toscana, del Paese?</p>
<p dir="ltr">Diceva Qualcuno già un paio di millenni fa: «Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi» (Mc 2,22)</p>
<p dir="ltr">A noi quindi il compito di assaggiare questo vino nuovo e, soprattutto, di plasmare questi otri.</p>
<p dir="ltr">Di questo discuteremo, spero in tanti, in questi due giorni: governare ai tempi della crisi, ma anche governare per uscire dalla crisi.</p>
<p dir="ltr">Di tanto in tanto leggiamo i dati che ci arrivano dai giornali, dagli osservatori regionali, dalle statistiche locali, su morti e feriti di questa crisi.</p>
<p dir="ltr">L’ultima rilevazione Eurostat (15 marzo scorso) ci dice che l&#8217;occupazione ha segnato un calo dello 0,2% nella zona euro (Ue-17) e dello 0,1% nell’Ue-27 nel quarto trimestre 2001 rispetto al trimestre precedente. Già nel 2009 ci diceva che in Europa negli ultimi due anni erano stati persi 4 milioni di posti di lavoro.</p>
<p dir="ltr">In provincia di Firenze nel 2011 sono state attivate 13 milioni di ore di cassa integrazione, a Sesto negli ultimi tre anni sono state attivate 101 procedure di crisi aziendale e 677 procedure di licenziamento, nonché 2106 procedure di mobilità.</p>
<p dir="ltr">Per una crisi finanziaria che non doveva ripercuotersi sull’economia reale non c’è male.</p>
<p dir="ltr">In questo scenario, un paradosso. La crisi è stata creata dalla finanza, lo diciamo tutti e ci ricordiamo gli scatoloni dei funzionari di Lehman &amp; Brothers’: è scoppiata a partire dal quel mondo a cui nessuno osa mettere regole –perché ancora la tassa sulle transazioni è un miraggio-, con scenari più o meno fantasiosi di notabili signori senza volto che si riuniscono per decidere dei nostri destini, da quel mondo che scambia ogni giorno milioni di barili di petrolio pari a circa 100 volte quelli effettivamente prodotti, da un paradigma liberista per cui il mercato si regola da solo e solo i più forti sopravvivono, da un sistema che riversa il costo dei suoi malanni sulle imprese e sui cittadini, stringendo i cordoni della borsa anche nei confronti di chi avrebbe idee e un po’ di risorse per rinnescare produzione e consumi…e qualcuno, che francamente pensavo facesse un altro mestiere, ci dice che il modello sociale europeo non ha più senso, e da mesi ci vogliono far credere che le misure necessarie, non rinviabili, sono quelle per allentare i meccanismi di protezione sociale, per ridistribuire la ricchezza, per dare a tutti uguali opportunità, per salvaguardare l’interesse collettivo.</p>
<p dir="ltr">Il problema è l’articolo 18!</p>
<p dir="ltr">Mettiamo da parte i principi e ragioniamo in termini economici…adeguiamoci allo spirito del governo dei professori!</p>
<p dir="ltr">La flessibilità del mercato del lavoro sui licenziamenti individuali è misurata dal cosiddetto EPL index (ovvero employment legislation protection index o indice della legislazione di protezione del lavoro; maggiore l’indice, più alto il tasso di rigidità del mercato del lavoro) pubblicati – con cadenza generalmente triennali – dall’OCSE.</p>
<p dir="ltr">Secondo le teorie riassunte in Italia da Ichino, un basso indice dovrebbe portare ad una diminuzione della disoccupazione ed un aumento del PIL. Ma i numeri europei dimostrano che così non è.</p>
<p dir="ltr">In Italia l’EPL è piuttosto basso (1,69) e decisamente sotto la media OCSE. Il tasso di disoccupazione 2010 era all’8.4%. In Germania, l’EPL è molto più alto, il 3 (uno dei più alti in Europa), il tasso di disoccupazione era del 6.8%. Ma i dati più interessanti sono quelli della Danimarca, spesso citata come esempio di buon funzionamento del mercato del lavoro: 1.63 l’indice EPL e 7.4 il tasso di disoccupazione (prima dell’introduzione della tanto agognata flexsecurity la disoccupazione era al 4.9%!).</p>
<p dir="ltr">Infine, il mercato del lavoro inglese, iperflessibile (indice EPL 1.2) ci presenta una disoccupazione su livelli del tutto paragonabili a quelli italiani, al 7.4%.</p>
<p dir="ltr">Vale davvero la pena riformare questi aspetti del mercato del lavoro, magari dividendo di nuovo le organizzazioni sindacali e acuendo il divario fa generazioni di lavoratori, per ottenere questi risultati?</p>
<p dir="ltr">O forse non sarebbe meglio mettere in campo regole che, agevolando le imprese che investono sui propri lavoratori e sulla loro formazione, tolgano dall’angoscia famiglie intere appese a un contratto a chiamata? O magari permettere ai Comuni che hanno le risorse e l’intelligenza politica per farlo, come il nostro, di costruire un asilo nido in più? Così magari daremmo lavoro alle imprese che li costruiscono, alle maestre, …e ci scrolleremmo di dosso quella fastidiosa abitudine di cercare lavoro vicino a mammà!</p>
<p dir="ltr">Non c’è democrazia senza sviluppo, non c’è sviluppo senza diritti.</p>
<p dir="ltr">E noi, che abbiamo fatto? Che possiamo fare? Siamo stati e saremo vicini ai lavoratori e alle lavoratrici che affrontano la crisi, ma in questi anni abbiamo anche stabilizzato i precari del Comune, concepito i nostri strumenti urbanistici in modo che le imprese che volevano investire avessero spazio, ma non lo avesse chi voleva speculare sulla rendita (un nostro “pallino”, ci ha detto il PdL sbuffando), coltivato con pazienza e convinzione la concertazione tra gli attori sociali in tutte le scelte, pianificato e costruito le infrastrutture necessarie al cuore produttivo della Toscana.</p>
<p dir="ltr">Lo ha fatto l’amministrazione comunale, ovviamente, ma anche il Partito Democratico discutendo e condividendo quelle scelte, e ribadendo con forza, in città e nei livelli comunali e regionali di discussione, le priorità per il futuro: portare a termine il ciclo di smaltimento dei rifiuti, completare la rete viaria (a partire dalla Mezzana-Perfetti Ricasoli), lasciar perdere progetti insostenibili e anacronistici come il potenziamento dell’aeroporto di Peretola avendo invece il coraggio di una scelta moderna e che guarda lontano come quella del Parco della Piana.</p>
<p dir="ltr">Vorremmo ragionare anche di potenziamento del sistema ferroviario regionale e metropolitano, vero elemento di modernità e sostenibilità, di tramvia, di sinergia tra le diverse reti di trasporto pubblico locale…e invece dobbiamo fare gli equilibristi nello scegliere se tagliare una linea o un servizio notturno, consegnando da questo punto di vista, nostro malgrado, una città più povera di quella che avevamo costruito finora. Non ci resta che impegnarci fino in fondo –e i cittadini stiano certi che lo faremo- per limitare il danno oggi ma anche per essere pronti, non appena questo vento cambierà, a riannodare il filo e ricominciare a pensare in grande.</p>
<p dir="ltr">Perché in fondo è questo il punto: ci hanno costretto, come singoli e come comunità politiche, ad accontentarci. Accontentarci di un lavoro a 800 € il mese dopo aver studiato 20 anni, accontentarci di far quadrare i conti senza nessuna distinzione fra chi spende bene e chi spende poco…accontentarci di partecipare a un paio di talk show mentre qualcun altro fa e disfa il Paese, accontentarci di stare in una corrente (e farsi portare dalla corrente o magari dal capo corrente!) invece che partecipare al confronto mettendoci la faccia e le idee.</p>
<p dir="ltr">Dobbiamo rialzare la testa, da Sesto, a Roma, all’Europa: il Partito Democratico è il luogo dove si coltivano diritti, sviluppo e democrazia. Dove si mettono le proprie idee, esperienze e differenze a servizio di questo “limpido disegno”, per citare ancora una volta Aldo Moro, in una struttura –quella del partito- che non serve a se stessa, bensì alla sintesi trasparente e democratica di queste idee, esperienze, differenze. E’ l’essenza stessa del nostro stare insieme, non può starci stretta: lungi da me pensare che in piazza Ginori o in via Sant’Andrea delle Fratte si esaurisca il mondo pensante. Per fortuna la nostra città e il nostro Paese sono ricchi di movimenti e di pulsioni, a noi lontani, vicini o, e questo è un problema, indifferenti. Non solo: un partito popolare come il nostro trae la sua forza e il suo valore aggiunto da esperienze individuali o associative che stanno in maniera autonoma in quei movimenti. Quanti di noi sono iscritti a un sindacato, ad un’associazione e vi dedicano magari molta parte della propria militanza? Tanti, e spero sempre di più.</p>
<p dir="ltr">Chi sta nel Partito Democratico e si adopera altrove per la solidarietà, per la pace, per l’ambiente è una risorsa di cui non possiamo fare a meno. Chi sta nel Partito Democratico, o addirittura nei suoi organismi dirigenti, e sostiene altrove che qui ci sia spazio solo per “posizioni autoreferenziali, che hanno ridotto il necessario confronto con ogni espressione critica o di dissenso” o per “illusioni di autosufficienza politica ed amministrativa dei gruppi dirigenti che appaiono solo come inspiegabili atteggiamenti di arroganza” penso che debba a questa sala qualche spiegazione in più.</p>
<p dir="ltr">Non siamo di fronte ad una fase semplice -anche se, a dire il vero, non ho ricordanza di fasi semplici!-: per tutto quello che ho già detto ma anche perchè, come ci svela il 14° rapporto Demos-Repubblica del gennaio scorso, meno del 4% dei cittadini crede ai partiti, e quasi metà degli italiani ritiene che non siano necessari alla democrazia, e circa il 9% degli intervistati ha fiducia nel Parlamento. A questo si aggiungono alcuni scandali giudiziari che hanno interessato esponenti dei partiti maggiori, che alimentano tale sfiducia, anche perchè nessuno si è premurato di sottolineare la differenza di reazioni e di azioni tra una parte e l’altra, o episodi come quello del consigliere comunale di Genova, gonfiato da una satira irresponsabile, che fanno sì che alla Coop di Sesto si sia convinti che i consiglieri comunali della nostra città guadagnino circa 800 € al mese. Per la cronaca, il mio ultimo CUD ammonta a € 1477,92 lordi.</p>
<p dir="ltr">Trovo altrettanto irresponsabile che talvolta sia il Governo a far trapelare, in alcune dichiarazioni supponenti, un certo fastidio nel dover sottostare agli stanchi riti del confronto democratico.</p>
<p dir="ltr">Chi non capisce che, in questa fase, bisogna lavorare tutti insieme per “completare l’opera”, a Sesto come a Roma, porterà la responsabilità non dei destini personali di qualcuno – Bersani, la sottoscritta o qualcun altro in questa sala- ma di essersi arreso al livellamento verso il basso, a cui Berlusconi ci ha così ben abituato in questi anni, e di aver portato la nostra gente a non capirci, definitivamente, più.</p>
<p dir="ltr">Mettersi in gioco in una sfida ambiziosa o accontentarsi di un articolino sul giornale.</p>
<p dir="ltr">L’appuntamento della conferenza metropolitana delle prossime settimane, nella cui scia abbiamo voluto collocare questa nostra assemblea, sarà senza dubbio un passaggio importante anche per far capire che noi abbiamo scelto la prima opzione: la formula nuova di Firenze Pages è stata accolta con curiosità ed entusiasmo dalla nostra gente, come dimostrano i numerosi e interessanti contributi che continuano ad arrivare. Noi abbiamo fatto il nostro “compitino” scegliendo non a caso un tema controverso come quello dei rifiuti: tema su cui tutte le decisioni sono state prese ma su cui la discussione sembra non chiudersi mai, anche fra chi condivide con noi le responsabilità del governo. Ma Patrizio sa che potrà contare su di noi anche nella ben più complessa fase della discussione e della sintesi: porteremo a Villa Strozzi il frutto della nostra discussione, convinti come siamo da tempo che essa completi il suo senso solo come pezzetto, come capitolo di un libro ben più grande, che non basti Sesto, ma che la politica metropolitana non possa prescindere da Sesto. C’è un gruppo dirigente nuovo in campo, che in questi mesi ha saputo rivitalizzare la discussione nelle stanze di via Forlanini, alle Cascine, in giro per la città: questo appuntamento sarà un banco di prova importante per essere protagonisti nel progetto per Firenze e per la Toscana dei prossimi decenni…usiamo qualche detonatore per scavare percorsi nuovi, piuttosto che evocare big bang, garantendo però ai propri amici un posto nel rifugio antiatomico.</p>
<p dir="ltr">La nostra discussione di questi due giorni è quindi un primo passo: proseguirà, appunto, a livello metropolitano e proseguirà in città, confrontandosi con essa alla Festa Democratica, nei circoli, ovunque ci sia qualcuno interessato ad impegnarsi, da posizioni simili, complementari o diverse dalle nostre, avendo a cuore il futuro della nostra comunità.</p>
<p dir="ltr">Proseguirà anche con le forze politiche, quelle della maggioranza e quelle dell’opposizione, soprattutto con quelle che si collocano tradizionalmente più vicine a noi. A dire il vero non abbiamo mai smesso, sia nell’attività quotidiana del consiglio comunale che nella ricerca di confronto su temi complessi come il bilancio comunale.</p>
<p dir="ltr">Con qualcuna il confronto è stato serio, su temi politici e talvolta si è interrotto, come con Rifondazione Comunista, su temi politici. Del tempo impiegato in quel confronto non ritengo sia da considerarsi sprecato neanche un minuto, e non ritengo sprecato neppure quello, incomprensibile ai più, per trovare la mediazione sul testo di una mozione su temi più o meno importanti ma che rispondevano ad una sensibilità importante come quella per l’ambiente o per il lavoro.</p>
<p dir="ltr">Ma c’è qualcuno, invece, a cui interessa far intravedere un’epoca d’oro che fu (per la città ma soprattutto per se stessi) e far credere che sia auspicabile, oltre che possibile, ritornarvi. Su questo credo debbano riflettere gli amici che guardano con interesse alla lista civica, valutando quello che essa e&#8217;: un luogo di opposizione al PD senza se e senza ma, che parla con il PDL e con RC, che dichiara che non si presenterà alle prossime elezioni, però forse sì…chissà se con Rifondazione o con l’UDC, ora vediamo, ma che quando si tratta di parlare con il maggior partito di governo della città improvvisamente ammutolisce.</p>
<p dir="ltr">A noi invece non è dato stare a guardare, a noi spetta governare questa città per molto ancora: facciamo tesoro di questo appuntamento, voluto e costruito da tutto il partito. Non ci limitiamo a fare le pagelle, o a cercare di carpire fra le righe degli interventi qualche scoop per il totosindaco. Ripartiamo da qui per sentirci tutti impegnati con un entusiasmo nuovo, a partire dal gruppo dirigente che avrà senz’altro bisogno di un rafforzamento per affrontare i mesi a venire.</p>
<p dir="ltr">Se domani usciremo da qui con qualche idea nuova e solida per i diritti, lo sviluppo e la democrazia per la Sesto del domani avremo già fatto un gran lavoro!</p>
<p dir="ltr">Grazie.</p>
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		<title>In corso d&#8217;opera &#8211; Diritti, traccia di discussione del gruppo di lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Diritti: Cultura, Welfare, Relazioni &#160; Questa conferenza di metà mandato nasce con l’obiettivo di cercare una via da percorrere in questo difficile passaggio della vita politica, sociale ed economica del nostro Paese. Il Partito Democratico di Sesto Fiorentino, insieme alla Giunta, ha deciso di dare una risposta chiara ai propri cittadini per affrontare la crisi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Diritti: Cultura, Welfare, Relazioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa conferenza di metà mandato nasce con l’obiettivo di cercare una via da percorrere in questo difficile passaggio della vita politica, sociale ed economica del nostro Paese.</p>
<p>Il Partito Democratico di Sesto Fiorentino, insieme alla Giunta, ha deciso di dare una risposta chiara ai propri cittadini per affrontare la crisi: continuare a fornire servizi efficienti investendo su welfare, lavoro, scuola, sanità, cultura, contributo affitti e mettendo in primo piano sempre le fasce più deboli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SCUOLA</p>
<p>I dati degli ultimi bilanci sono la sintesi di questa scelta per niente banale né scontata. Lo dimostrano, per esempio, i quasi <strong>5 milioni di € investiti ogni anno per la scuola</strong>, mantenendo i servizi di supporto alle famiglie e mettendo in campo progetti educativi innovativi, investendo sul diritto allo studio e sui centri estivi, rinnovando le strutture (quasi 3 milioni di € per il Servizio all&#8217;infanzia).</p>
<p>Malgrado i disastri della Riforma Gelmini, siamo riusciti a progettare tutto questo nell&#8217;ottica di garantire una <strong>scuola pubblica di alto livello</strong> per i bambini e per venire incontro ai bisogni dei genitori spesso entrambi lavoratori. Meno fondi, soprattutto nazionali e regionali, su progetti specifici (ad esempio l&#8217;immigrazione) vuol dire però anche la necessità di ripensare in parte un sistema. Non si possono fare le stesse cose senza le stesse risorse.</p>
<p>Il 2012 vedrà la nascita del primo <strong>istituto comprensivo</strong> a Sesto Fiorentino composto dalla Scuola secondaria di primo grado “Pescetti” e dal II circolo didattico. E’ stato un percorso concertato e condiviso con docenti e genitori, con un confronto serrato fra chi ha a cuore l’educazione di qualità dei nostri giovani cittadini. Per proseguire e completare questo progetto è necessario procedere al più presto con l’ampliamento della scuola Cavalcanti, nonché studiare la futura collocazione delle varie strutture, per riuscire a soddisfare completamente i bisogni dell&#8217;intero territorio sestese.</p>
<p>L&#8217;Ateneo Fiorentino ha in progetto da anni di trasferire all’interno della zona del <strong>Polo Scientifico</strong> le facoltà di Matematica ed Ingegneria per completare la panoramica dell’offerta di studi scientifici. Nei limiti dei poteri del Comune, riteniamo importante spingere in tale direzione, sfruttando anche il territorio del Parco della Piana per progetti che coinvolgano gli studenti della Facoltà di Agraria e continuando e rafforzando la cooperazione tra il liceo scientifico Agnoletti ed il Polo Scientifico, in modo da avvicinare gli studenti liceali al mondo universitario-scientifico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CULTURA</p>
<p>A Sesto, mentre il Ministro dell&#8217;economia ricordava che con la cultura non si mangia, si è inaugurata la <strong>Biblioteca di Doccia</strong>, polo culturale di riferimento per l&#8217;intera area fiorentina. Una scommessa vinta, con 500 ingressi al giorno, non una “cattedrale nel deserto” come sosteneva e sperava qualcuno. Con tanti progetti avviati e in corso d&#8217;opera, per sviluppare una strategia di promozione, affinché si affermi l’idea di Polo Culturale sia a livello istituzionale che di pubblico, cooperando con la Provincia e la Regione.</p>
<p>Si sta già lavorando per finalizzare alcuni interventi per migliorare la fruizione degli spazi e per ampliare l’offerta di servizi rivolti a tutte le fasce di età, in collaborazione con la Società per la Biblioteca circolante ma anche con tante associazioni sestesi e non colo, che ormai considerano Doccia un punto di riferimento della loro attività.</p>
<p>Tante promesse mantenute e speranze future per la cultura dei sestesi.</p>
<p>Tutto questo costa 1 milione di € l&#8217;anno. Ma sono soldi ben spesi. L&#8217;ampliamento della biblioteca, previsto nel programma di mandato con <strong>l&#8217;acquisizione delle ali della Villa</strong>, sarà la scommessa del futuro sulla cultura a Sesto. È bene interrogarci sulle prospettive di tali aree, su come sarà possibile far espandere alcune attività che possono diventare remunerative negli spazi che verranno dall&#8217;acquisizione, su come rendere possibile la nascita del teatro nei forni della villa.</p>
<p>La cultura a Sesto non è solo Doccia, ma anche le collaborazioni con il Teatro della Limonaia, il Laboratorio Nove, la Scuola di Musica, l’Istituto Ernesto De Martino, fino all’Università degli Studi, per citare i principali. Consci che con i fondi che il Governo attualmente investe sulla cultura, proseguire con le attività e i progetti sarà molto difficile: dovremo quindi tutti rimettersi in discussione, per trovare <strong>nuove forme per far crescere la cultura a Sesto Fiorentino, </strong>per trovare risorse e usare al meglio quelle, economiche, umane e intellettuali, disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SPORT</p>
<p>La pratica dello sport è da sempre intesa, a Sesto Fiorentino, soprattutto come <strong>educazione alla socialità e alla salute</strong>. La manifestazione “Sesto città dello Sport”, che si svolge ormai da 14 anni, è il nostro biglietto da visita.</p>
<p>L’Ufficio Sport ha investito oltre 1 milione € in questi anni, per il rinnovamento e la gestione degli impianti sportivi di proprietà comunale, insieme alle società affidatarie e con le altre associazioni assegnatarie di spazi sportivi pubblici; per la promozione e gestione delle attività motorie, con progetti specifici anche nelle scuole e attività per l&#8217;integrazione dei disabili e contro il doping.</p>
<p>Per poter mantenere nei prossimi anni un&#8217;offerta sportiva e una dotazione impiantistica così vasta sarà necessario chiedere alle associazioni del territorio un “salto di qualità” nella <strong>gestione degli impianti</strong>, sempre nel quadro e con il sostegno dell’amministrazione, divenendone responsabili del loro mantenimento ma anche della loro innovazione e competitività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>WELFARE</p>
<p>Parlare di welfare a Sesto fiorentino è senza dubbio facile, città ricca da anni di reti di servizi alla persona, volte a cercare di dare risposte soprattutto alle categorie di persone più deboli.</p>
<p><strong>Oltre 160 €</strong> è ciò che viene speso mediamente ogni anno per ogni cittadino sestese nel campo sociale, un dato quasi doppio rispetto ai Comuni vicini.</p>
<p>Questo dato potrebbe non bastare da solo, parlare di spesa media procapite rischia di essere un po&#8217; come la storia del pollo: dietro questi numeri invece, a Sesto Fiorentino, ci sono servizi per gli anziani e per i disabili, con servizi tradizionali come la RSA di Villa Solaria, ma anche forme innovative per rispondere a bisogni nuovi come il Centro Amaducci per i malati di Alzheimer o Felicittà.</p>
<p>In questi luoghi, così come in molti progetti mesi in campo, il pubblico interagisce con <strong>il privato sociale e il volontariato</strong> per mantenere il livello della risposta in un’epoca di bisogni crescenti e di sempre maggiori difficoltà delle famiglie a farvi fronte, per rendere Sesto più accogliente e attenta alle necessità degli “ultimi”.</p>
<p>Al problema della <strong>casa </strong>si risponde con l’investimento sull’ERP, che necessità però sempre più urgentemente di un quadro normativo regionale nuovo, ma anche riconfermando il contributo affitti e investendo risorse in soluzioni che vadano a rispondere ai bisogni di quella fascia “grigia” che non è in grado di sostenere un mutuo o un affitto, ma che non ha neanche i requisiti per l’alloggio popolare.</p>
<p>È vero che, <strong>a coloro che hanno tutte le condizioni per farcela da soli, questo interessa poco</strong> e forse sembra addirittura troppo.</p>
<p>Quante buche, infatti, si potrebbero coprire togliendo dieci posti a Villa Solaria? Quanti “porta a porta” si potrebbero fare se si rinunciasse a parte delle nostre politiche abitative? Quanto di immagine e decoro si farebbe crescere la nostra città rinunciando al centro per le famiglie Il Melograno?</p>
<p>Ciò che invece ci è chiesto di fare è invece provare a riflettere su tutta questa mole di servizi offerti alla persona.</p>
<p>Seppure gli anni di buon governo del territorio ci rassicurino sul riuscire anche per i prossimi anni a mantenere questo livello di spese per il welfare, risulta necessario porre attenzione al fatto che comunque queste risorse, restando invariate, manterranno sempre meno servizi e faranno conto invece con un <strong>numero e una complessità crescente di bisogni</strong>.</p>
<p>Inoltre le politiche di bilancio imposte negli ultimi anni dai governi nazionali, peraltro non modificate dall&#8217;attuale esecutivo, ci restituiscono un sistema di welfare locale che, sebbene mantenuto ai livelli dello scorso anno, faticherà a dare risposte adeguate a tutti i cittadini.</p>
<p>Allora una seria ed approfondita riflessione risulta necessaria, pertanto risultano doverosi alcuni quesiti:</p>
<p>-        Sarà sempre più necessario riflettere su come intercettare ed aiutare chi si trova in <strong>condizione temporanea di bisogno</strong>, rendere il nostro un aiuto che serva a rimettere in grado le persone di far fronte da sole ai propri problemi, senza creare quelle generazioni di assistiti che sono purtroppo presenti anche sul nostro territorio.</p>
<p>-        Sarà necessario riflettere sul modo di portare a compimento il progetto legato alle <strong>Società della Salute</strong>, in un quadro regionale non troppo chiaro che, anche a causa di rapporti conflittuali con la ASL, non ha permesso di portare a compimento il ruolo che le era stato attribuito rispetto alla programmazione socio-sanitaria integrata del territorio ma che, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e di creazione di sinergie di area vasta si conferma essere una strada da intraprendere con coraggio e convinzione.</p>
<p>-        Sarà necessario inoltre proseguire a interrogarci sul tema della <strong>compartecipazione</strong> da parte dell&#8217;utente (o dei propri familiari) alle spese per i servizi che riceve, quando consentita dalle norme. L&#8217;esperienza di Mai dire Vecchio ci insegna che l&#8217;utenza è sensibile e risponde quando chiamata a partecipare alle spese pur di non perdere il servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In corso d&#8217;opera &#8211; Sviluppo, traccia di discussione del gruppo di lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
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		<description><![CDATA[ SVILUPPO: Urbanistica, Lavoro, Ambiente &#160; Il “Comune governo del territorio” Spetta al Comune l’approvazione del PIANO STRUTTURALE quale strumento della PIANIFICAZIONE del territorio; spetta al Comune, l’approvazione, del REGOLAMENTO URBANISTICO, dei piani complessi di intervento, nonché dei piani attuativi, quali ATTI DI GOVERNO DEL TERRITORIO”. L.R.1/2005. Questi gli strumenti, la cassetta degli attrezzi. Ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"> <span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><strong>SVILUPPO: Urbanistica, Lavoro, Ambiente</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il “Comune governo del territorio”</strong></span></span><br />
Spetta al Comune l’approvazione del PIANO STRUTTURALE quale strumento della PIANIFICAZIONE del territorio; spetta al Comune, l’approvazione, del REGOLAMENTO URBANISTICO, dei piani complessi di intervento, nonché dei piani attuativi, quali ATTI DI GOVERNO DEL TERRITORIO”. L.R.1/2005.</span></span></p>
<p>Questi gli strumenti, la cassetta degli attrezzi. Ci sono però alcuni principi, alcuni valori, alcuni bisogni e desideri che guidano nella costruzione e nell’utilizzo di tali strumenti.; c’è un valore riconosciuto alle risorse essenziali del territorio che induce a legare al concetto di sviluppo quello di </span></span><strong>RECUPERO</strong></span></span>; ci sono i bisogni ai quali dare forma nella </span></span><strong>CITTA’ PUBBLICA</strong></span></span>; c’è un sano principio secondo cui è necessario l’</span></span><strong>ASCOLTO</strong></span></span> finalizzato ad una partecipazione attiva; ci sono i sogni, i desideri, che sono la linfa vitale della città, che devono essere capaci di “declinare al futuro la </span></span><strong>DIALETTICA TRA CITTÀ E NATURA</strong></span></span>. </span></span><span style="color: #000000;">Per ridare vita, misura e cuore alle nostre città” come ribadisce </span></span></span><span style="color: #000000;">Joseph Rykwert</span></span></span><span style="color: #000000;"> in una intervista rilasciata a </span></span></span><span style="color: #000000;">Marino Niola</span></span></span><span style="color: #000000;">, il 27 ottobre 2011, a “La Repubblica”.</span></span></span></p>
<p><strong>1.</strong></span></span><strong>RECUPERO=SVILUPPO </strong></span></span></p>
<p>Il piano strutturale ha definito la fine dell’espansione e il regolamento urbanistico ha designato alla riqualificazione, una parte fondamentale dello sviluppo urbanistico recente. E’ utile continuare il percorso intrapreso, soprattutto sarebbe fondamentale proseguire nella riqualificazione delle aree urbane lavorando su alcuni temi:</span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Lo spazio aperto e gli spazi della mobilita’ </em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Prendiamo a riferimento i due poli culturali, quali quello di Doccia e quello del Polo Scientifico. L’ancora non completamento sia del Piano di Recupero di Doccia che del Polo Universitario, anche a causa della crisi economica, lascia aperti interrogativi sulle qualità degli interventi in relazione alle esigenze attuali e future. Sono poli culturali della città: uno umanistico-artistico, l’altro scientifico, e questa loro natura non deve fermarsi al costruito, ma deve disegnare lo spazio aperto e orientare gli spazi della mobilità. A Doccia il </span></span>Polo Culturale serve </span></span>per consolidare questa aspirazione, così come avere un </span></span>luogo espositivo per arte contemporanea</span></span>, un </span></span>centro giovani</span></span> dove fare corsi e progetti di promozione sociale</span></span><span style="color: #000000;"> in ausilio con associazioni del territorio, ma le nuove funzioni che arricchiranno il polo potranno avere quale punto di partenza della riflessione progettuale la qualità degli spazi aperti e di quelli della mobilità. Tale riflessione porterà qualità diffusa, e partendo dal territorio, dalla sua forma fisica e dai suoi contenuti umani, potrebbe generare piccoli punti identitari diffusi capaci di arricchire l’idea del polo culturale unico ed univoco.</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Piccoli e grandi margini </em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Nel pensare ai “piccoli” margini si immaginano i “contorni” delle aree di trasformazione, un esempio per tutti: PL1 PL13, via Pasolini, la necessità di un polo scolastico e il completamento del progetto della scuola materna della Zambra e la loro interazione con il Polo scientifico. Non solo risulta indispensabile realizzare le previsioni dell’area riservata alle attrezzature collettive (l’impiantistica sportiva, le strutture ricreative e sociali) che dovrebbero dare definitiva connotazione all’intero quartiere, ma non si può esimersi dal riprogettare via Pasolini anche in relazione al lotto 6 della Mezzana-Perfetti Ricasoli ,e alla fruibilità di attraversamento di Viale Pisolini. Uno sforzo in tal senso renderebbe anche il Polo Scientifico più vicino alla città di quanto sia ora, e il raggiungimento di Brozzi della ciclabile Renai-Cascine. </span></span></p>
<p>Il “grande” margine è quello tra il territorio aperto, la piana e la collina, e il territorio urbano.</span></span>Riteniamo essenziale l’individuazione delle aree non consolidate presenti in tali fasce e la definizione del loro ruolo all’interno del margine. Se è evidente la qualità del margine tra territorio urbano e collina, la sfida è la qualità dei margini della piana, che passa necessariamente attraverso la realizzazione del grande parco periurbano e la definizione del suo ruolo a molteplici scale: le connessioni con il sistema delle qualità; le possibili relazioni con il polo universitario; un nuovo orientamento attribuibile alle aree produttive, e alla loro riqualificazione in chiave ecologica (APEA); la rilettura della terza corsia dell’A11, del grande svincolo autostradale A1-A11, e una parola definitiva su un aeroporto che sia al servizio del territorio, non su un territorio al servizio dell&#8217;aeroporto</span></span>, </span></span>territorio che rischia di essere irrimediabilmente compromesso da operazioni fuori scala sotto molteplici punti di vista. È l’azione alla scala appropriata che porta qualità e sviluppo capace di riconoscere nella </span></span><em>misura</em></span></span> uno dei valori che rendono uniche le nostre città. </span></span></p>
<p><strong>2. CITTÀ PUBBLICA</strong></span></span></p>
<p>La crisi in atto genera nuovi bisogni sociali, che devono trovare una risposta adeguata nella costruzione della città pubblica, che necessariamente rimanda a nuovi problemi di gestione e manutenzione del patrimonio collettivo, ma altrettanto necessariamente evidenzia il concetto di assunzione di responsabilità, del prendersi cura, di cultura e di condivisione. </span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Città metropolitana</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Costruire la città pubblica significa prioritariamente pensarla alla scala metropolitana: significa lavorare con forza e costanza a strumenti urbanistici di respiro sovracomunale, come il Piano strutturale di Piana o di area fiorentina, partendo da una condivisione di obiettivi e indirizzi strategici. </span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Sistema delle qualità</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Costruire la città pubblica significa scegliere quali tratti del sistema delle qualità del nostro PS sia prioritario realizzare, significa riqualificare gli spazi collettivi esistenti e storicizzati</span></span><span style="color: #000000;"> ma anche progettare spazi atti ad accogliere e rafforzare identità nuove. Con la ferma volontà di dotare il secondo RU di uno specifico Programma di intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Attrezzature scolastiche</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Costruire la città pubblica significa costruire scuole pubbliche, pensare ad una ottimizzazione del sistema scolastico attraverso la realizzazione degli istituti comprensivi. Significa pensare la collocazione dei singoli plessi in relazione ai tre assi nord-sud del sistema delle qualità, ma anche in relazione alla diversità del tessuto sociale e alla sua distribuzione sul territorio, affinchè la diversità possa essere strumento di arricchimento reciproco, e non diventi elemento di criticità. L’ampliamento della Scuola Media Cavalcanti è essenziale, ma risulta altrettanto essenziale pensare sempre più concretamente ad una terza scuola media,</span></span><span style="color: #000000;"> e a nuove realtà legate all’istruzione secondaria.</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Edilizia sociale, cohousing e giardini comunitari</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Costruire la città pubblica significa ipotizzare la condivisione di spazi comuni, sia nell’ambito della residenza, Co-housing, che nello spazio aperto, Community gardens.</span></span></p>
<p><strong>3. ASCOLTO-PARTECIPAZIONE ATTIVA</strong></span></span></p>
<ul>
<li><em>Ascolto </em></span></span></li>
</ul>
<p>Ascoltare significa porre le basi del secondo RU con un innovativo INVITO A MANIFESTARE INTERESSE, in merito al quale è utile sottolineare la necessità di ampliare l’invito ai cittadini portatori di interessi e di istanze “pubbliche” rispetto a quelle “private”, consentendo all’esperienza del vivere quotidiano di entrare a far parte del quadro conoscitivo del RU. Partecipare attivamente significa costruire insieme la carta della “città di tutti”, partendo dal presupposto che in quell’ “essere di tutti” non è insito un senso di possesso ma piuttosto un senso di appartenenza, e ascoltare significa allora accogliere un’assunzione di responsabilità, e soprattutto sollecitarla. A tal fine crediamo che tutte le manifestazioni d’interesse debbano essere patrimonio collettivo e oggetto di pubblicizzazione.</span></span></p>
<ul>
<li>
<em>No alla rendita fondiaria </em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Ascoltare senza lasciare alcun spazio a “proposte che prefigurano la chiusura di attività produttive in essere o che penalizzano attività esistenti in favore della rendita fondiaria”, come è scritto a chiare lettere nell’Avviso, e come si è precedentemente ribadito con l’adozione della Variante al Piano Strutturale: vogliamo costruire un </span></span><em>habitat</em></span></span> in alternativa alla città della rendita.</span></span></p>
<p><strong>4. USCIRE DALLA CRISI</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Il mandato amministrativo 2009-2014 è iniziato poco dopo la crisi economica.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">A chi ha scritto il programma va il merito di essersi posto l’obiettivo di “affrontare la crisi con il buongoverno e forti politiche sociali e di sviluppo”, avendo capito che quella crisi era già molto profonda nel 2009 nonostante molti lo negassero.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Dopo tre anni la crisi si è rivelata una “grande transizione” verso un ordine diverso da quello pre-crisi in cui nelle economie mature sono regredite le condizioni del lavoro delle classi medie e sono aumentate le disuguaglianze mettendo a rischio il funzionamento degli ordinamenti economici e democratici; l’asse geo-politico si è spostato a est e a sud del mondo, e si sono consumate risorse ambientali del pianeta mettendo la natura sempre più in sofferenza.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Dobbiamo tener presente questo per impostare le nostre politiche di coesione sociale e di sviluppo sostenibile per i prossimi anni.</span></span></p>
<ul>
<li>
<em>Sviluppo </em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Le nostre politiche di sviluppo sostenibile a Sesto Fiorentino devono essere volte ad incrementare i fattori di contesto e quelli relativi all’impresa necessari ad aumentare la produttività del lavoro (</span></span><em>livello di istruzione, qualità del management e della forza lavoro, infrastrutture materiali e immateriali, regolazione dei mercati di beni e servizi, reti di imprese, qualità e quantità degli investimenti, legalità</em></span></span>).</span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;">Il dibattito nazionale, anche in questa fase, è falsato dal paradigma liberista dell’aumento di produttività dei lavoratori attraverso la riduzione dei loro diritti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Dobbiamo continuare a considerare il </span></span></span><span style="color: #000000;">bilancio comunale un </span></span></span><span style="color: #000000;">elemento di iniziativa economica e sociale che promuove l’occupazione, contribuisce all’aumento del PIL locale, sostiene coloro che hanno bisogno di un aiuto per risollevarsi da un momento di difficoltà.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>5. LAVORO=SVILUPPO</strong></span></span></p>
<p>Occorre mantenere alta l&#8217;attenzione alla </span></span><strong>centralità e dignità del lavoro</strong></span></span> che costituisce un importante strumento di sviluppo del benessere sociale e della democrazia (in una Repubblica fondata sul lavoro la questione sociale e la questione democratica sono altamente connesse).</span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em>La spesa pubblica</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>La </span></span>spesa pubblica del comune e delle aziende partecipate relativa ai beni pubblici e ai consumi di cittadinanza (investimenti di opere pubbliche diffuse sul nostro territorio ed acquisti di servizi da erogare ai cittadini), non è da considerare uno spreco da tagliare, bensì un fondamentale sostegno alla domanda interna con effetti benefici sull&#8217;economia reale e sulla correzione degli squilibri.</span></span></p>
<p>Il </span></span>debito pubblico non si abbatte senza intervenire sull&#8217;economia reale, e i tagli senza sostegno allo sviluppo inducono a spirali recessive.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Lavori e servizi del comune sono un importante volano motore per l&#8217;economia locale e l&#8217;occupazione, il nostro compito è incrociare il bisogno di efficienza, efficacia ed economicità della spesa pubblica con le tante capacità imprenditoriali del territorio.</span></span></p>
<p>Attraverso il welfare locale dobbiamo continuare a dare </span></span><strong>sostegno ai redditi</strong></span></span> dei lavoratori e a diminuire le disuguaglianze, variabili macroeconomiche propulsive allo sviluppo sostenibile. Questo con il costante confronto con le </span></span><strong>parti sociali </strong></span></span>e con i corpi i</span></span><span style="color: #000000;">ntermedi di rappresentanza, che pure soffrono oggi, al pari dei partiti, una crisi di rappresentanza e rappresentatività.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Le nostre scelte devono valorizzare lo sviluppo sostenibile su quattro direttrici, nelle quali il lavoro deve essere al centro: la manifattura, la promozione del territorio, il commercio e i servizi.</span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em>Vocazione manifatturiera </em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>La prospettiva da assumere come decisiva per il consolidamento della qualità della vita nella nostra area e per la competitività del no</span></span>stro sistema nella sfida globale deve essere la vocazione manifatturiera, artigiana e industriale de</span></span>l nostro territorio. Non ci saranno crescita e buona occupazione senza trasformazione delle materie prime: un manifatturiero moderno, tecnologicamente avanzato, ambientalmente sostenibile, collegato strettamente agli incubatori universitari che torni a essere occasione di sviluppo e di nuova occupazione.</span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em>Promozione del territorio</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>La </span></span>promozione del territorio deve essere affrontata in un&#8217;ottica di marketing territoriale valorizzando tutto ciò che è presente sul nostro territorio e non soltanto la vicinanza al capoluogo. In questa ottica si incrociano le attività turistiche legate alla tradizione ceramica e ai reperti archeologici, alle attività agricole tipiche (strada dell&#8217;olio) e all&#8217;ambiente in generale, allo sport e ai bisogni di salute.</span></span><span style="color: #000000;"> Le recenti disposizioni legislative limitano tuttavia fortemente la capacità dell’ente locale di svolgere direttamente questa funzione: si tratterà quindi di continuare ad essere catalizzatore delle istanze e degli attori privati, incoraggiando la “messa a sistema” della loro iniziativa.</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em>Commercio</em></span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Il </span></span></span><span style="color: #000000;">commercio è e deve continuare ad essere uno degl</span></span></span>i elementi caratterizzanti della nostra città. </span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Viviamo in un territorio articolato dove sono presenti la grande distribuzione, con il suo ruolo di calmiere dei prezzi, e realtà commerciali che oltre ad essere delle eccellenze, svolgono un ruolo sociale e garantiscono con la loro presenza sicurezza, vivibilità e identità della comunità.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Occorre che, </span></span></span><span style="color: #000000;">alla luce dei recenti provvedimenti sulla liberalizzazione delle aperture, gli attori istituzionali e le parti sociali interessate regolamentino il tema degli orari e delle aperture continuando le buone pratiche di concertazione anche a livello sovracomunale, perché questo tema non riguarda solo il commercio o i diritti di chi lavora nel settore (entrambi da tutelare) ma l&#8217;idea stessa di società che vogliamo.</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><em>Servizi</em></span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>L&#8217;apertura di nuovi </span></span>mercati sul territorio in un’ottica di città policentrica, la grande attenzione verso gli investimenti nel centro, il tema del traffico e della sosta al servizio oltre che dei cittadini, anche di coloro che fruiscono la città per gli acquisti ed un necessario scatto in avanti del Centro Commerciale Naturale sono tutte necessità per lo sviluppo.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">La regolazione dei mercati di beni e servizi è un altro elemento di produttività del lavoro.</span></span></p>
<p>Per questo il governo dei beni comuni (gas, energia elettrica, acqua, trasporto pubblico, rifiuti ed energia) </span></span>acquista grande importanza nell&#8217;ottica di promozione dello sviluppo e della buona occupazione.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1a1a1a;"><strong>6. </strong></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><strong>AMBIENTE</strong></span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><em>Trasporti</em></span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #1a1a1a;">La qualità della nostra Vita dipende sempre più da come viviamo le nostre città, come ci muoviamo e come consumiamo e produciamo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">Il TPL ha subito un duro colpo a causa degli ingenti tagli che il Governo Berlusconi ha fatto ai trasferimenti regionali destinati a questo importante settore. In una società che sempre di più chiede la modernità di un trasporto pubblico puntuale, capillare ed efficiente siamo costretti a rilevare che invece le risorse per questo delicato settore sono sempre meno. Nonostante ciò e con il sacrificio di alcune linee, come quella 18, nella nostra città ci si può ancora muovere da e verso Firenze con facilità, soprattutto con quella vera e propria metropolitana leggera che è la ferrovia da Firenze a Prato. Crediamo pero&#8217; sarebbe che in futuro si debba mettere sempre più in rete il territorio, sfruttando anche le potenzialità date dalla realizzazione della linea 2 della tranvia fiorentina.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">La mobilità ciclopedonale è oramai sempre più necessaria per spostarsi sia dentro la città che per interconnettersi con I territori circostanti. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">Per questo da tempo si sta dando seguito alle piste ciclabili previste dal piano del traffico, e crediamo però che con l&#8217;occasione della prossima discussione del RUC si debba fare una riflessione sulla zona sud di Sesto, dotandola di percorsi di attraversamento ciclo pedonale funzionali all&#8217;attuazione del sistema delle qualità, sia per il collegamento con il Polo Universitario che per quello con il Parco della Piana.</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><em>Sviluppo sostenibile</em></span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #1a1a1a;">La questione dei consumi e dello smaltimento dei rifiuti è stata centrale nel dibattito politico degli ultimi anni, e la decisione che ne è scaturita è stata quella di costruire un moderno impianto di smaltimento tramite termovalolrizzazione. Visto che il futuro impianto non coprirà che una parte dello smaltimento: ecco che occorre incrementare sempre più il sistema delle 4R (riduzione, riuso, riutilizzo, recupero). Continua ad apparire strumentale e irrealistica la proposta di fermare tutto in attesa di scoprire la presunta funzionalità di forme di smaltimento alternative. Ci pare un obiettivo ambizioso e difficile da realizzare, ma comunque frutto del tentativo di dare la soluzione definitiva e a minor impatto ad un problema che in diverse parti d&#8217;Italia ha provocato forti tensioni sociali.</span></span></span></p>
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		<title>In corso d&#8217;opera &#8211; Democrazia, traccia di discussione del gruppo di lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Mandato]]></category>

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		<description><![CDATA[Democrazia: partecipazione e governance &#160; Abbiamo scelto una conferenza del partito a metà mandato per coinvolgere gli iscritti, con uno strumento diverso, sul lavoro fatto, su quello che resta da fare nei prossimi 2 anni e cercando idee per il futuro. Viviamo in una Repubblica democratica, crediamo in un Partito Democratico, ma la democrazia come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Democrazia: partecipazione e governance</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo scelto una <strong>conferenza </strong>del partito a metà mandato per <strong>coinvolgere </strong>gli iscritti, con uno strumento diverso, sul <strong>lavoro fatto</strong>, su quello che resta da fare nei prossimi 2 anni e cercando idee per il <strong>futuro</strong>.</p>
<p>Viviamo in una Repubblica democratica, crediamo in un Partito Democratico, ma la democrazia come sta?</p>
<p>Parliamo di <strong>Beni comuni</strong>, della <strong>Responsabilità </strong>e <strong>Trasparenza </strong>di <strong>Istituzioni </strong>e <strong>Partiti</strong>, della <strong>Partecipazione </strong>dei cittadini alla vita pubblica. Scusate se è poco.</p>
<p>Amministrando, questi temi diventano molto concreti.</p>
<p>Parliamo della riscossione dei <strong>crediti</strong> al recupero della <strong>morosità</strong>, gli impegni del programma di mandato su cui si è lavorato e si sono raggiunti buoni risultati.</p>
<p>Parliamo del mondo delle <strong>partecipate</strong> e della <strong>governance </strong>dei servizi pubblici locali, una delle sfide più ambiziose per i prossimi anni, che supera ampiamente i confini comunali, coinvolgendo complesse realtà industriali, economiche e occupazionali, che non vanno perse di vista nella valutazione complessiva del tema.</p>
<p>Il futuro richiede economie di scala e nuove modalità di gestione comune dei problemi come necessarie e inevitabili, anche per realtà come il servizio idrico, il welfare, il trasporto pubblico.</p>
<p>Dobbiamo essere in grado di costruire politiche pubbliche in grado di tenere insieme i diversi territori, evitando colpi di mano delle realtà più grandi, e mettendo a sistema i diversi attori pubblici e privati, rendendo funzionali energie e competenze della società per il migliore perseguimento delle finalità pubbliche comuni.</p>
<p>In questa ottica, si è lavorato per l’aggregazione e il potenziamento di <strong>Estra</strong>, colosso pubblico del gas in Toscana e in Italia, perché <strong>Publiacqua</strong> portasse avanti i tanti interventi e investimenti previsti sul territorio, come ad esempio Via Garibaldi e i prossimi lavori per aumentare la dotazione idrica di Colonnata, per avviare la realizzazione dell’acquedotto pubblico a Starniano tra i comuni di Sesto e Vaglia, per la fusione <strong>Quadrifoglio</strong>-<strong>SAFI</strong>, per un futuro &#8220;<strong>rinnovabile</strong>&#8221; dell&#8217;area di Palastreto e per l’aumento del capitale pubblico in <strong>Produrre Pulito</strong>, per consentire alla società di migliorare l’offerta su di un settore, quanto mai delicato, con l’acuirsi della crisi. L’elenco è lungo, ne parleremo.</p>
<p>Il futuro di <strong>ATAF</strong>, nonostante molte perplessità da parte del Comune, non è più nelle nostre mani. Esempio di cosa succede quando la governance metropolitana non funziona.</p>
<p>Dal punto di vista della macchina comunale, come previsto si è proceduto alla revisione dei profili professionali e la stabilizzazione dei <strong>precari</strong>, siamo a buon punto con la creazione del <strong>front office unico</strong> ed è possibile effettuare on-line alcune operazioni, ad esempio l&#8217;<strong>iscrizione </strong>ai nidi comunali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovremo anche riflettere insieme sul tipo di società<strong> </strong>e di <strong>tessuto sociale</strong> che ci aspetta e che vorremmo costruire, coscienti delle difficoltà<strong> </strong>che vive il mondo delle <strong>associazioni</strong>, del <strong>volontariato</strong>, della crisi della <strong>rappresentanza </strong>e dell&#8217;aggregazione impegnata dei <strong>cittadini</strong>, anche nel nostro comune, a partire ad esempio dal ruolo dei <strong>Centri Civici </strong>e delle <strong>Consulte.</strong></p>
<p>Il tema della <strong>partecipazione</strong> dei cittadini alla vita pubblica ci interroga infatti particolarmente, anche come Partito: come dobbiamo sfruttare la rete e i nuovi luoghi di partecipazione? Quali devono essere i rapporti con il mondo associativo, i <strong>comitati</strong> e quanto questi sono rappresentativi della <strong>comunità</strong> locale? La dimensione comunitaria, l’uscire insieme dai problemi, vive momenti difficili, la partecipazione è spesso di singoli più che di <strong>collettività</strong>.</p>
<p>I contatti “virtuali” sono certamente un tema da considerare, da valutare rispetto ai rapporti reali, rispetto a come i primi abbiano sostituito in parte i secondi e quali siano i limiti di entrambi. Provocatoriamente, <strong>Facebook</strong> sarà il nuovo URP? Un hashtag su <strong>Twitter</strong> sostituirà una serata di dibattito politico su un argomento?</p>
<p>Infine, possiamo chiederci come vediamo il ruolo del Comune, costruttore di politiche pubbliche, in un contesto di difficoltà generale e di ricerca necessaria di <strong>politiche di area vasta</strong>, di rapporti rinnovati tra enti – con il nuovo ruolo operativo della CoMet, conferenza Metropolitana – e di incertezza sia sulla scomparsa della <strong>provincia </strong>che sulla comparsa della <strong>città metropolitana</strong>, coscienti<strong> </strong>della responsabilità di scelte di area vasta e sapendo che questa comporta che gli interessi locali possano essere messi in secondo piano rispetto a quelli più generali.</p>
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		<title>Bilancio Preventivo 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capogruppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Farese]]></category>
		<category><![CDATA[Gianassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ce l&#8217;abbiamo fatta anche quest&#8217;anno, a costruire un bel bilancio, tenendo presenti soprattutto i bisogni di chi è in difficoltà, la scuola, la cultura, il lavoro. Un bilancio che nasce dall&#8217;idea, non nuova a Sesto, di massima diffusione dei diritti primari di cittadinanza, quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e di istruzione pubblica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter colorbox-425" src="http://www.arenzanonotizie.it/wp-content/uploads/2011/03/bilancio-comunale.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Ce l&#8217;abbiamo fatta anche quest&#8217;anno, a costruire un bel bilancio, tenendo presenti soprattutto i bisogni di chi è in difficoltà, la scuola, la cultura, il lavoro.</strong></p>
<p>Un bilancio che nasce dall&#8217;idea, non nuova a Sesto, di massima diffusione dei diritti primari di cittadinanza, quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e di istruzione pubblica, la casa, la sicurezza sociale e il lavoro.  Ce l&#8217;abbiamo fatta con il rispetto di un sempre più pesante Patto di Stabilità,  il pagamento di tutti i fornitori e appaltatori e con un indebitamento dieci volte minore della soglia massima. Ce l&#8217;abbiamo fatta nonostante i tagli dei trasferimenti (ancora 1.300.000€ ) e il maggior costo della vita e dei servizi.</p>
<p>Ci dispiace che le opposizioni, soprattutto quelle di sinistra e di centro, non abbiano colto questo sforzo in una fase nuova e difficile per il Paese e che qualcuno, dopo aver presentato per tutto l&#8217;anno proposte scollate dalla realtà e irricevibili e aver affermato che a noi interessano solo i conti e non i cittadini, si sia solo lamentato che non avevamo concertato con loro le scelte di bilancio!</p>
<p>Il corposo intervento del sindaco Gianassi è scaricabile <a href="http://www.comune.sesto-fiorentino.fi.it/Engine/RAServeFile.php/f/Bilancio_di_previsione_2012_-_relazione_del_Sindaco_Gianni_Gianassi.pdf">qui</a>.</p>
<p>E quello, più breve, ma non meno interessante, del Presidente dell&#8217;Istituzione Farese, <a href="http://www.comune.sesto-fiorentino.fi.it/Engine/RAServeFile.php/f/Relazione_Bilancio_Previsione_2012_SestoIdee.pdf">qui</a>.</p>
<p>Di seguito alcuni interventi. L&#8217;intera seduta è visibile su www.sesto.tv</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si ringrazia <strong><a title="Sergio Staino" href="http://www.sergiostaino.it" target="_blank">Sergio Staino</a></strong> per aver concesso l&#8217;utilizzo della vignetta.</em></p>
]]></content:encoded>
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